
Televisione
Con la televisione, il detto shakespeariano «Tutto il mondo è un teatro» diventa «tutto il teatro è un mondo», in cui non esiste il pubblico e ognuno è un attore, o partecipante. Quando si dice che «il mezzo è il messaggio», ciò intende indicare che un qualsiasi mezzo crea un ambiente di servizi e di disservizi che costituisce l'effetto speciale e il carattere di quel mezzo. Tony Schwartz fa notare che uno degli aspetti più considerevoli dell'immagine televisiva è che essa richiede l'uso dell'occhio come se fosse un orecchio, poiché è una forma audiotattile risonante di intervalli infiniti che lo spettatore deve riempire:
Guardando la televisione, i nostri occhi funzionano da orecchie.
Non vedono mai un'immagine, proprio come le orecchie non sentono mai una parola. L'occhio ogni millesimo di secondo riceve alcuni punti di luce e invia questi impulsi al cervello.
Quest’ immagine a grandi maglie è talmente coinvolgente da indurre una trance quasi ipnotica: e ciò solleva una questione che confonde chi non abbia dimestichezza con il carattere strutturale dell'esperienza sensoriale. Furono i simbolisti ad enfatizzare il carattere della discontinuità come chiave per la tattilità e per il coinvolgimento: le loro strutture non erano mai frasi continue o collegate quanto piuttosto giustapposizioni suggestive. Come diceva Mallarmé: «Definire è uccidere. Suggerire è creare». Il mondo simultaneo dell'informazione elettrica non possiede la connessione visiva ed è sempre strutturato in intervalli risonanti. L'intervallo risonante, come spiega Heisenberg, è il mondo del tatto, cosicché lo spazio acustico è simultaneamente tattile.
Ogni mezzo presenta una figura il cui sfondo è sempre nascosto, o sublimale.
Nel caso della televisione, come del telefono e della radio, lo sfondo subliminale potrebbe essere detto l’ente incorporeo. Ciò vuol dire che quando siamo al telefono, o in onda, non abbiamo un corpo fisico. In questi media il mittente è spedito, ed è istantaneamente presente ovunque. L'utente incorporeo si estende a tutti coloro che ricevono informazioni elettriche. Sono queste persone che costituiscono il pubblico di massa, perché la massa è un fattore di velocità piuttosto che di quantità, sebbene nel discorso popolare si possa usare il vocabolo massa per un grande pubblico. L'uomo incorporeo, privato del suo corpo fisico, è anche privato del suo rapporto con le leggi della natura e con quelle della fisica. In quanto intelligenza incorporea, egli non ha peso, come un astronauta, ma può muoversi molto più velocemente. Senza la rete fisica delle leggi naturali, l'utente dei servizi elettronici è completamente privato della propria identità. L'esperienza televisiva è un viaggio interiore, e provoca assuefazione come una qualsiasi droga. L'utente televisivo incorporeo vive in un mondo tra la fantasia e il sogno, ed è in uno stato tipicamente ipnotico che è la forma o il livello più estremo di partecipazione.
Il mondo della fantasia è un mondo interiore mentre il mondo dei sogni tende a un orientamento, un'aspirazione e una gratificazione esterni. D'altro canto le fantasie sono istanze e si soddisfano da sé. L'utente televisivo incorporeo, con una forte tendenza alla fantasia, fa a meno del mondo reale, anche nel telegiornale. Le notizie diventano automaticamente il mondo reale per l'utente televisivo, senza pero sostituire la realtà, ma sono esse stesse una realtà immediata. La morte in televisione è un tipo di fantasia.
In televisione, virtualmente la violenza è l'unica causa della morte; solo nelle soap-opera, e anche qui molto raramente, qualcuno muore di vecchiaia o di malattia. Tuttavia la violenza attua il suo servizio di morte rapidamente, dopo di che la vittima scompare dallo schermo. Il collegamento è anonimo, distaccato e si dimentica nello spazio di surata di uno spot pubblicitario.
La violenza immaginaria che appare in televisione ricorda che la violenza del mondo Cale è causata dalla gente alla di cerca di un'identità perduta. Rollo May e altri hanno affermato che la violenza nel mondo reale è il marchio di coloro che cercano la propria identità. In zone di frontiera tutti sono nessuno, e di conseguenza la frontiera rivela i modelli di durezza e di azione vigorosa da parte di coloro che cercano di scoprire chi sono.
Una forma più caratteristica di ricerca dell'identità in condizioni elettriche è Il tema universale della nostalgia. Quando il nostro mondo esiste soltanto nella fantasia e nella memoria, la strategia naturale per l'identità è la nostalgia, cosicché le reviviscenze odierne avvengono tanto frequentemente che vengono ora chiamate «ricorrenze» (nell'industria della regi-strazione). Nel suo libro Do It, Jerry Rubin scrisse dopo il processo:
La televisione crea dei miti più grandi della realtà. Mentre una manifestazione si protrae per ore e ore, la Tv racchiude tutta l'azione in due minuti - una pubblicità per la rivoluzione. Sullo schermo televisivo, le notizie, più che riportate, vengono create. Un fatto avviene se va in televisione e diventa un mito... La televisione è uno strumento non verbale, per cui togliete pure l'audio, perché mai nessuno ricorda una parola di quanto viene detto, essendo la mente un film di immagini a colori senza parole. Non esiste una cattiva pubblicità per una manifestazione. Non importa ciò che viene detto: sono le immagini a fare la storia.
Il mito sociale è una specie di maschera del tempo, un «indossare» che è anche una forma di linguaggio corporeo. Questo linguaggio corporeo collega la forma televisiva all'emisfero destro del cervello e ci mette direttamente in relazione con la politica televisiva. Mentre l'emisfero sinistro è sequenziale e logico, verbalmente connesso e sintattico, l'emisfero destro è simultaneo e acustico, emotivo e intuitivo. L'ambiente elettrico tende a dare molta importanza alle capacità dell'emisfero destro, proprio come il vecchio ambiente industriale e alfabetizzato ha conferito un predominio corrispondente all'e-mistero sinistro. L'emisfero sinistro era stato favorito dal mondo alfabetizzato, e dall'organizzazione commerciale con le sue mete quantitative e la sua struttura specifica. Questo mondo è diventato sempre più obsoleto a causa dell’ambiente istantaneo e delle ripetizioni istantanee che potenziano il carattere simultaneo dell’emisfero destro.
L’uomo elettronico o incorporeo è automaticamente impegnato nel primato dell’emisfero destro. In termini politici la maschera istantanea, una struttura mitica, dà un’improvvisa importanza all’immagine carismatica del leader politico. Egli deve evocare le memorie nostalgiche di molte figure ammirate nel passato. Le politiche e i partiti cedono di fronte alla magia dell’immagine del leader. Gli argomenti delle discussioni tra Ford e Carter tanto insignificanti quanto la loro affiliazione partitica.
L'uomo incorporeo, se ha una consapevolezza molto ridotta dell'identità privata ed è stato esentato da ogni impegno morale e legale, si è rivolto decisamente alla fede nell'occulto, da un lato, e alla lealtà verso il superstato che sostituisce il sovrannaturale, dall'altro. Per l'uomo incorporeo l'unico regime politico ragionevole o alla sua portata è un regime totalitario - lo Stato diventa religione. Quando la fedeltà alle leggi della natura declina, rimane il sovrannaturale come ancoraggio per l'uomo incorporeo; il sovrannaturale può anche prendere la forma di megamacchinari dello Stato che, come dice Mumford, esistevano in Egitto e in Mesopotamia cinquemila anni fa. I megamacchinari dell'America del Nord, per esempio, possono prendere la forma di un'industria pubblicitaria da cinquantatré milioni di dollari per manipolare la nostra psiche collettiva, o possono anche essere grandi sistemi di sicurezza costituiti da quello che Peter Drucker chiama «socialismo del fondo pensioni».
Grazie al fondo pensioni, gli impiegati degli enti americani posseggono oggi quasi il 25 per cento del capitale di equità, che è più che sufficiente per il controllo. Il fondo pensioni dei lavoratori indi-pendenti, degli impiegati statali e degli insegnanti delle scuole e delle università da loro almeno un altro 10 per cento, attribuendo ai lavoratori americani più di un terzo del capitale di equità del commercio americano.
Intanto, il nostro megamacchinario per l'esistenza quotidiana ci presenta il mondo come «una somma di artefatti senza vita», come spiega Erich Fromm:
Il mondo diventa una somma di artefatti senza vita; dal cibo sintetico agli organi sintetici, l’uomo diventa parte del macchinario totale che controlla e da cui è simultaneamente controllato. Non ha progetti nè mete per la vita, tranne quella di fare ciò che la logica della tecnica gli impone di fare. Egli aspira a fare dei robot una delle più grandi conquiste della mente tecnologica, e alcuni esperti assicurano che sarà difficile distinguere i robot dagli esseri umani.
Quando lo spettatore stesso diventa una specie di modello di informazione incorporeo, la saturazione di quel modello da parte di un ambiente elettrico di modelli simili ci dà il mondo dell'utente televisivo contemporaneo. Questa è una situazione parallela a quella del computer - l'unica tecnologia che produca e viva dello stesso materiale.
Testi consultati
- Tony Schwartz, The Responsive Chord, Anchor Press/Doubleday, New York 1973, p. 14;
- Jerry Rubin, Do It, citato in Malcom Muggeridge, Christ and the Me-dia: London Lectures in Contemporary Christianity, Ecclesia Book, Fodder & Stoughton, Toronto 1971, p. b/.
- Peter Drucker, The Unseen Revolution, Harper & Row, New York, 1976, p. 1.
- S. Erich Fromm, The Anatomy of Human Destructiveness, Fawcett, Greenwich 1975, p. 389 (ediz. it.: Anatomia della distruttività umana, won-dadori, Milano 19763).
Prof. Alessio Lodes
Pordenone (Italia)
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